Suoni Creativi

Alessandro Querzoli – Musicoterapista

Suoni Creativi

Laboratorio di sviluppo delle capacità intellettive dell’infanzia

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Presentazione:

Il laboratorio proposto si interessa dei processi di sviluppo e apprendimento dell’essere umano durante la fase infantile.

Coniugando i modelli storici della psicologia infantile insieme ai più recenti studi e alle nuove esperienze in campo educazionale e terapeutico, questo laboratorio vuole offrire al bambino un vasto campo di situazioni appositamente preparate per seguire e facilitare lo sviluppo della capacità di apprendimento.

Ciò che un bambino percepisce dal proprio mondo interno e ciò che percepisce dal mondo esterno ha prima di tutto una connotazione affettiva, un valore emotivo; l’utilizzo e lo sviluppo delle sue competenze intellettive saranno più o meno stimolati in conseguenza alla valenza affettiva che caratterizza ogni specifico episodio.

E’ innegabile infatti che il profilo emotivo del bambino, sia una componente, se non la componente fondamentale, che permette al bambino stesso di procedere nello sviluppo delle sue naturali competenze intellettive di apprendimento, relazione ed esperienza.

Un ambiente non preparato a costruire una dimensione affettivamente ed emotivamente idonea al bambino, rende meno efficace qualsiasi progetto educativo proposto, e vanifica lo sforzo del bambino stesso di procedere lungo la sua curva di apprendimento.

Questo risultato si può raggiungere solo attraverso l’utilizzo di un modello che focalizzi la propria attenzione sulla caratteristica principale dello sviluppo infantile:

la valenza emotiva.

Nel laboratorio proposto, infatti, vi è la ricerca specifica e mirata della costruzione di un ambiente dinamico, un ambiente basato sull’ascolto e sulla facilitazione delle componenti emotive che il bambino porta con sè durante gli incontri.

Creare uno spazio (fisico ma soprattutto mentale) dove il bambino stesso riconosca i segnali, i comportamenti e gli stimoli prodotti partendo dalla loro accettazione emotiva. In questa dimensione di serenità affettiva, cioè di capacità di indirizzare le proprie energie e le proprie pulsioni in maniera costruttiva verso il mondo esterno, diventa possibile al bambino effettuare quel processo di proiezione della propria identità verso la relazione con le altre persone e con gli oggetti del mondo che lo circonda, riuscendo a utilizzare le proprie capacità intellettive per realizzare le proprie necessità e appagare i propri bisogni, sempre generati a livello emotivo e affettivo (come in ognuno di noi)

Ciò che dirige l’essere umano nel suo comportamento e nelle sue scelte di vita è una attivazione emotiva generata dal sistema limbico, rimasto quasi identico nel corso dell’evoluzione umana. Solo in seguito la neo-corteccia del sistema razionale (evoluta nel corso dei secoli per dimensioni e capacità) è ciò che ci permette di realizzare le nostre aspirazioni e i nostri desideri connotati appunto da un valore affettivo ed emotivo.

Contenuti teorici:

Partendo dai modelli di Marie Klaine e di Piaget che hanno esaminato lo sviluppo del bambino rispettivamente a livello di identità personale e a livello cognitivo, si possono riconoscere la presenza di fasi diverse puramente cronologiche dovute allo sviluppo biologico del sistema corpo-cervello.

Per cui la capacità di riconoscere la propria identità, di riuscire a disconnettersi dal binomio simbiotico bimbo-madre, è la prima competenza intellettiva che gradualmente si completa entro il terzo, quarto anno di età.

Contemporaneamente entrano in gioco altre competenze, altra capacità e altri tipi di intelligenza che pian piano si sviluppano nel bambino, tanto da portarlo ad attuare alcuni modelli di comportamento chiaramente identificabili per un loro ordine cronologico.

Innanzitutto la “Condotta Esplorativa” 0-4 finalizzata alla conoscenza degli stimoli, interni ed esterni, cioè la conoscenza del proprio corpo e degli oggetti presenti, comportamento che realizza il piacere “senso-motorio”, quella forma di piacere che consiste identificarsi e identificare ciò che esiste attraverso ognuno dei 5 sensi a disposizione. E’ la manifestazione iniziale del processo di identificazione del proprio sé come corpo estraneo alla madre.

(Tipico atteggiamento di leccare e portare alla bocca ogni oggetto per conoscere, gattonare…..)

Poi la successiva “Condotta Espressiva” 5-8, finalizzata sempre all’affermazione della propria identità, ma cercando di utilizzare una ulteriore capacità, cioè la capacità di astrazione, di rappresentare qualcosa attraverso qualche cosa di altro.

Questa fase permette al bambino di realizzare il suo “piacere simbolico”, e di riuscire a terminare il processo di identificazione di sé come entità autonoma, capace di rappresentare gli atri, ma non di essere un altro.

Non a caso questa capacità di rappresentazione si unisce a una prima fase di acquisizione del linguaggio verbale.

(Tipico il gioco soldatino o bambola, che rappresenta parte del sé o parte degli altri, o tutte e due insieme)

Infine la “condotta organizzativa” 7-12, un tipo di comportamento che introduce il bambino nella fase di preadolescenza, in cui i connotati affettivi si sono stabilizzati nel processo di identificazione del nucleo base familiare. Questo comportamento organizzativo permette ora di entrare in una dinamica relazionale con gli altri, in quanto si accettano regole, si ricerca il miglioramento e la prestazione, dovendo però confrontarsi con i limiti imposti dalla presenza di altre persone.

Si realizza così il “piacere delle regole”, puramente astratto e formale.

(Tipico il gioco di fare i giochi, creare le regole e invitare amici a giocare, voler vincere)

La velocità di realizzazione di queste fasi, il loro controllo e sopratutto il risultato finale che si manifesterà in seguito nel bambino (buona o cattiva separazione dalla madre? buona o cattiva identità personale?) saranno stati fortemente dipendenti dalla serenità emotiva che si sarà riusciti a trasmettere al bambino stesso durante i vari processi cognitivi vissuti.

Maggiore è la serenità emotiva nel vivere queste fasi evolutive, maggiore è la capacità di accettare i messaggi relazionali che sono presenti al loro interno: la capacità di riconoscersi come individuo, l’accettazione della separazione dalla figura materna, la capacità di entrare in contatto con altre persone, la capacità di utilizzare gli oggetti presenti nel mondo per raggiungere la propria soddisfazione personale, l’accettazione dei limiti imposti dalla condivisione dello spazio sociale.

Naturalmente queste fasi possono essere compenetrate tra loro. Il passaggio da una all’altra non avviene come uno scatto immediato che elimina la fase precedente per manifestare totalmente la fase successiva. E’ molto più adatto pensare a un percorso compenetrante che sfuma tra i vari limiti delle fasi di cambiamento in maniera graduale, con momenti di regressione o di progressione irregolari, totalmente dipendenti dall’equilibrio emotivo ed affettivo che in quel momento il bambino vive.

Attraverso Bion, inoltre, abbiamo una visione di come il processo di relazione tra due individui, non possa mai essere considerato come un rapporto univoco, tra emittente e ricevitore, tra educatore ed educato. La relazione deve invece essere vissuta come un rapporto circolare dove, in un momento speciale e irripetibile, è presente un rimodellamento continuativo di ogni polo della relazione.

Quindi il rapporto con il bambino, nella sua specificità, si deve basare sulle proposte del bambino stesso, sulla ricerca da parte dell’adulto di comprendere modelli di comunicazione diversa, altre forme di linguaggio, e altre necessità che motivano il contatto.

Infine, nell’ottica di una visione dinamica tipica di Tomatis e Delalande, le metodologie delle nuove discipline terapeutiche come la musicaterapia e la danzaterapia accedono a quei livelli comunicativi sensoriali che permettono una dimensione di ascolto, di relazione e di espressione emotiva che normalmente non possono essere raggiunti dal linguaggio verbale o dalle azioni comuni del vivere quotidiano. Questi livelli sensoriali si rivelano particolarmente adatti per entrare in contatto con il mondo dell’infanzia, dove i messaggi sono fortemente connotati a livello emotivo (come detto in precedenza) e dove i canali di comunicazione usati sono sicuramente diversi dalla verbalizzazione o dalla concettualizzazione dell’esperienza (come fa invece normalmente un adulto).

Il laboratorio proposto vuole quindi creare questo spazio, questa dimensione interiore ed esterna, che possa essere vissuta dal bambino come il luogo a lui dedicato per crescere, secondo i suoi modi di organizzare le sensazioni e le esperienze.

L’obbiettivo diventa riconoscere l’identità del bambino, seguirne l’esperienza e facilitare la comprensione di essa.

Offrire una situazione esperenziale che è costruita per rispondere alle sue necessità, alle sue richieste. Una situazione che è pronta a accompagnare il bambino durante le esperienze di consapevolezza. Le fasi di disagio, di depressione o di eccitazione del bambino non sono altro che i primi momenti di consapevolezza: una confusa consapevolezza della propria fragilità e della propria dipendenza dal mondo esterno per soddisfare i propri bisogni (e non sempre il mondo esterno è disponibile alle richieste).

Il laboratorio proposto mette il bambino nelle condizioni di sperimentare situazioni espressive sonore, motorie e visive in cui i linguaggi usati sono coerenti con i suoi modelli di comunicazione, e il livello emotivo di attivazione costantemente monitorato.

Sperimentare situazioni di relazione, in cui ogni proposta viene ascoltata, riconosciuta e accolta; permettendo al bambino di memorizzare esperienze gradevoli riguardo i suoi processi di apprendimento, di socializzazione e di espressione.

Quindi permettendo di migliorare serenamente e coerentemente la naturale predisposizione biologica all’apprendimento che ogni bambino possiede.

Metodologia:

Si possono identificare 2 linee principali attraverso le quali sviluppare il laboratorio, dipendenti dalla età cronologica degli stessi bambini partecipanti.

  • La prima linea riguarda una metodologia mirata alla fascia di età tra 0 e 4 anni di età. In questo caso si procederà alla preparazione di un setting musicale e coreografico che si focalizzi nello sviluppo della “condotta esplorativa” come attitudine di base per ogni tipo di proposta. Movimenti e suoni che stimolino l’attenzione e la riproduzione. Fasi di rispecchiamento delle proposte provenienti dal bambino stesso. Costruzione di un dialogo improvvisato, nel modello circolare di scambio continuo. Controllo del livello emotivo e affettivo presente in ogni bambino partecipante. Aiuto e facilitazione nella costruzione dell’esperienza.

  • La seconda linea riguarda una metodologia mirata alla fascia di età tra 5 e 8 anni di età. In questo caso si procederà alla preparazione di un setting musicale che si focalizzi nella capacità di utilizzo della “condotta espressiva”. I suoni, ma anche i naturali movimenti che vengono attivati attraverso l’ascolto e la produzione sonora possiedo anche un valore simbolico, di rappresentazione, un valore relazionale. Ascolto delle proposte e dei valori simbolici espressi dal bambino stesso. Controllo del livello emotivo e affettivo presente in ogni bambino partecipante. Aiuto e facilitazione nella costruzione dell’esperienza.

Obbiettivi:

I benefici di questo laboratorio riguardano quindi lo sviluppo delle competenze e delle capacità cognitive, attraverso un equilibrato modello emotivo che renda naturali e divertenti questi processi di apprendimento e crescita.

Miglioramento dei processi di: attenzione, memoria, intelligenza nelle sue varie forme, socializzazione, coordinazione pisco-motoria.

Forme del laboratorio:

Individuale, Gruppi di 5-10 bambini dai 0 ai 4 anni , Gruppi di 4-8 bambini dai 5 ai 9 anni.

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